Biografia
Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925 – Roma, 17 luglio 2019) è stato uno scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo italiano. Dopo una lunga carriera dietro le quinte, raggiunse finalmente in tarda età immensa fama e popolarità in Italia e all'estero, a metà degli anni Novanta, come scrittore poliziesco creando il personaggio del Commissario Salvo Montalbano, dai cui romanzi e racconti venne tratta l'eponima serie televisiva Il commissario Montalbano, trasmessa da Rai 1. La copiosa produzione letteraria, giornalistica, saggistica e teatrale che ne seguì conobbe un ritmo ininterrotto di pubblicazioni per 25 anni, fino alla morte di Camilleri, con traduzioni in almeno trenta lingue, vendendo oltre venti milioni di copie. Insegnò regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica, tra i cui studenti ebbe Luca Zingaretti, in seguito protagonista dell'adattamento tv delle storie di Montalbano. == Biografia == === Studi e formazione === Nacque il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, comune alle porte di Girgenti, figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma; la nonna paterna, Carolina Morello, era cugina di primo grado di Luigi Pirandello. La famiglia Camilleri era empedoclina di origini maltesi, come ricorda lo stesso autore nel libro La strage dimenticata. Viveva a Roma dal 1949 e dal 1968 trascorse alcuni mesi l'anno a Bagnolo, frazione di Santa Fiora, nel territorio del Monte Amiata in Toscana. Dal 26 settembre 2014 divenne cittadino onorario del borgo toscano, da lui descritto come suo "luogo del cuore"; il 14 agosto 2017 gli viene intitolato il Teatro Comunale del paese grossetano. All'età di dieci anni, nel periodo in cui l'Italia conduceva la guerra in Etiopia, dopo aver letto le esperienze in combattimento di un suo immaginario coetaneo in Abissinia sul giornaletto Il Balilla, indottrinato dalla propaganda esercitata dal regime fascista sui bambini, scrisse, di nascosto dai genitori, una lettera a Benito Mussolini, nella quale esprimeva la volontà di partire per il fronte e combattere. Il Duce rispose alla lettera, dichiarando che era ancora troppo piccolo per prendere parte alla guerra, ma che in un futuro prossimo, ci sarebbe stato bisogno di lui. Da questa personale esperienza, Camilleri trasse ispirazione per il suo romanzo La presa di Macallè, che tratta la storia di Michelino, un bambino vittima dell'indottrinamento fascista, durante la guerra in Etiopia. Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza nel Collegio Vescovile "Pio X" di Agrigento, dal quale fu espulso per aver lanciato delle uova contro un crocifisso, studia al liceo classico "Empedocle" di Agrigento dove nel 1943 ottiene la maturità senza sostenere esami poiché, a causa dei bombardamenti e in previsione dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale