Biografia
Charles Bruce Chatwin nacque il 13 maggio 1940 a Sheffield, in Inghilterra, figlio di un avvocato e di una casalinga. L'infanzia fu segnata dall'assenza del padre, ufficiale della Marina durante la Seconda Guerra Mondiale, e da continui spostamenti. Dopo la scuola, invece di andare all'università, nel 1958 entrò come fattorino alla casa d'aste Sotheby's di Londra, dove si rivelò così brillante nel valutare oggetti d'arte che fu promosso a direttore del dipartimento di antichità e arte impressionista. Divenne noto per l'acutezza del suo occhio, ma anche per una caratteristica bizzarra: un'improvvisa cecità temporanea che i medici non seppero spiegare. Partì per l'Africa orientale, e la vista tornò. Quella guarigione misteriosa lo convinse che viaggiare fosse la condizione naturale dell'essere umano.
Si iscrisse tardi all'università di Edimburgo per studiare archeologia, poi mollò per diventare scrittore. Nel 1972 fu assunto dal Sunday Times come giornalista e critico d'arte. Nel 1974 sparì senza preavviso in Patagonia. La telefonata al giornale fu secca: "Sono andato in Patagonia." Il risultato di quel viaggio fu In Patagonia (1977), il suo esordio letterario, premiato con il Hawthornden Prize e il E.M. Forster Award: un libro che reinventò il genere del resoconto di viaggio, intrecciando storia, mito, geologia e personaggi incontrati lungo la strada. Seguirono Il Viceré di Ouidah (1980), sulle rotte negriere africane, e Le Vie dei Canti (1987), che teorizzava il nomadismo come istinto primordiale dell'uomo.
Chatwin fu tra i primi uomini pubblici a morire di AIDS, il 18 gennaio 1989 a Nizza, a 48 anni, anche se non lo dichiarò esplicitamente. La sua prosa, asciutta e ipnotica, ha influenzato generazioni di scrittori di viaggio.