Biografia
Charles Batteux (6 maggio 1713 – 14 luglio 1780) è stato un filosofo e scrittore francese di estetica. == Biografia == Batteux è nato a Alland'Huy-et-Sausseuil, nelle Ardenne, e ha studiato teologia a Reims. Nel 1739 venne a Parigi e, dopo aver insegnato nei collegi di Lisieux e di Navarra, fu nominato titolare della cattedra di filosofia greca e romana al Collège de France. Il suo trattato del 1746 Les beaux arts réduits à un même principe (tradotto in inglese come The Fine Arts Reduced to a Single Principle, trans. James O. Young, Oxford: Oxford University Press, 2015) fu un tentativo di trovare un'unità tra le teorie esistenti sulla bellezza e sul gusto su "un unico principio", e le sue opinioni furono ampiamente accettate, non solo in Francia ma in tutta Europa. Secondo P. O. Kristeller, il passo decisivo verso il sistema delle belle arti [quindi verso l'idea moderna, "belle arti"] è stato compiuto dall'abate Batteux nel suo famoso e influente trattato ... [rendendolo] il primo a esporre un chiaro sistema delle belle arti in un trattato interamente dedicato a questo argomento. La reputazione così acquisita, confermata dalla sua traduzione di Orazio (1750), portò Batteux a diventare membro dell'Académie des Inscriptions (1754) e dell'Académie française (1761). Il suo Cours de belles lettres (1765) fu successivamente incluso, insieme ad alcuni scritti minori, nel grande trattato Principes de la littérature (1774). I suoi scritti filosofici furono La morale d'Épicure tirée de ses propres écrits (1758) e l'Histoire des cause premières (1769). In conseguenza della libertà con cui in quest'opera attaccò l'abuso di autorità in filosofia, perse la cattedra. La sua ultima e più ampia opera fu un Cours d'études à l'usage des élèves de l'école militaire in quarantacinque volumi. In Les Beaux Arts, Batteux sviluppò una teoria influenzata da John Locke attraverso il sensualismo scettico di Voltaire. Sosteneva che le belle arti sono arti ("assemblaggi di regole per fare bene"), per produrre cose belle o belle ("che piacciono" a se stesse), sempre "a imitazione della belle nature" e che richiedono genio. Applicando questo principio all'arte della poesia e analizzando riga per riga e perfino parola per parola le opere di grandi poeti, ne dedusse la legge secondo cui la bellezza della poesia consiste nell'esattezza, nella bellezza e nell'armonia dell'espressione individuale. La sua Histoire des cause premières fu tra i primi tentativi di una storia della filosofia, e nella sua opera su Epicuro, seguendo Gassendi, difese l'epicureismo contro gli attacchi generali che gli venivano rivolti. Per la sua opera "La Morale d'Épicure" 1758 vedi A. Toscano, “La Morale d'Épicure” di Charles Batteux ed il principio del “secondo natura”, in “Scienze e Ricerche” n. 42, 1 dicembre 2016, ISSN: 2283-5873, pp. 20–29. In termini strettamente estetici Batteux pone nell'imitazione della natura il principio unico delle belle arti, e ciò in termini di ideale di perfezione per realizzare un insieme armonico: "scegliamo le parti più belle della natura, per farne un insieme