Biografia
Charlotte Perkins Gilman (Hartford, 3 luglio 1860 – Pasadena, 17 agosto 1935) è stata una sociologa, scrittrice, poetessa ed economista statunitense, e un'importante femminista utopista. Per le sue idee e il suo stile di vita non convenzionali, è diventata un modello per le future generazioni femministe. La sua opera maggiormente conosciuta oggi è La carta da parati gialla (The Yellow Wallpaper, 1890), un racconto semi-autobiografico che scrisse dopo un duro periodo di depressione post-partum. Il suo saggio Women and Economics: a Study of the Economic Relationship Between Men and Women as a Factor in Social Evolution (1898), tradotto una sola volta in italiano nel 1902 da Carolina Pironti, con un'introduzione di Vernon Lee, col titolo La donna e l'economia sociale: studio sulle relazioni economiche tra uomini e donne come fattore di evoluzione sociale (Moschini, 2007), tradotto al tempo in sette lingue e continuamente riedito, è considerato uno dei testi fondamentali sull'origine della questione femminile e sulle relazioni economiche e sociali tra i sessi, che hanno determinato l'assegnazione sociale ad uomini e donne di ruoli e attività in base al sesso (Scott, 1985). == Biografia == === Giovinezza === Charlotte Anna Perkins nacque il 3 luglio 1860 ad Hartford, Connecticut, da Mary Perkins (da nubile, Mary Ann Fitch Westcott) e Frederick Beecher Perkins, membro di una delle famiglie più note dell'America di quegli anni. Ebbe un solo fratello, Thomas Adie, di quattordici mesi più vecchio; il primogenito, Thomas Henry, nato il 15 marzo 1858, morì un mese dopo la nascita. Subito dopo aver dato alla luce Charlotte, il medico mise in guardia Mary: se avesse avuto altri figli, sarebbe potuta morire. Come conseguenza, Frederick se ne andò via di casa, lasciando la moglie e i figli in una condizione di indigenza. Non è chiaro se la dichiarazione del dottore fosse vera (nel gennaio 1866 Mary ebbe un quarto figlio, concepito durante una delle sporadiche visite del marito; il bimbo morì il settembre seguente), né se sia stata la ragione principale per l'abbandono da parte del marito del tetto coniugale; sta di fatto che Charlotte trascorse l'infanzia senza suo padre, che per lei fu un estraneo, lontano e assente. Dal momento che Mary non era in grado di sostentare da sola la famiglia, i Perkins facevano spesso visita alle zie paterne, ovvero Isabella Beecher Hooker, una suffragetta, Harriet Beecher Stowe, autrice de La capanna dello zio Tom, e Catharine Beecher. La loro precaria situazione economica li costrinse a trasferirsi per ben diciannove volte in soli diciotto anni. A causa dell'abbandono da parte del marito e dello stato di povertà in cui versavano, la madre non era affettuosa con i suoi figli. Per evitare che venissero feriti, come era accaduto a lei, proibì loro di costruire solide amicizie o di leggere. Nella sua autobiografia, The Living of Charlotte Perkins Gilman, Charlotte raccontò che la madre le mostrava affetto soltanto quando pensava che