Biografia
Eric Hermann Wilhelm Voegelin (Colonia, 3 gennaio 1901 – Palo Alto, 19 gennaio 1985) è stato un filosofo, politologo e storico tedesco naturalizzato statunitense. Filosofo della politica, Voegelin nacque a Colonia, in Germania, studiò Scienze Politiche all'Università di Vienna, dove si laureò con Hans Kelsen e Othmar Spann. Divenne insegnante e in seguito professore associato di Scienze Politiche alla Facoltà di Legge. Nel 1938 fuggì insieme alla moglie dalla Germania nazista, emigrando negli Stati Uniti dove entrambi divennero cittadini nel 1944. Spese gran parte della sua carriera accademica alla Louisiana State University, all'Università di Monaco e all'Hoover Institution della Stanford University. È noto per aver reinterpretato sia la storia della filosofia moderna che la storia moderna, culminate nei totalitarismi del XX secolo, come storia dello gnosticismo in quanto antitesi del Cristianesimo. == Biografia == Voegelin nacque nel 1901 a Colonia. Insegnò politologia e sociologia all'Università di Vienna dopo essersi laureato lì nel 1928. Mentre era in Austria Voegelin stabilì gli inizi della sua amicizia con Friedrich Hayek. Nel 1933 pubblicò due libri di critica contro il razzismo nazista, e fu così obbligato a fuggire dall'Austria dopo l'Anschluss del 1938. Dopo un breve periodo di permanenza in Svizzera, giunse negli Stati Uniti e iniziò a insegnare in una serie di università prima di entrare a far parte del Dipartimento di Governo della Louisiana State University nel 1942. Voegelin rimase a Baton Rouge fino al 1958, quando accettò un'offerta dalla Ludwig-Maximilians-Universität München di presiedere la cattedra di Scienze Politiche prima occupata da Max Weber, vuota sin dalla morte di Weber nel 1920; a Monaco fondò l'«Institut für Politische Wissenschaft». Voegelin tornò negli Stati Uniti nel 1969 per entrare a far parte dell'Hoover Institute della Stanford University sulla Guerra, la Rivoluzione e la Pace, e lì continuò il suo lavoro fino alla sua morte avvenuta il 19 gennaio 1985. == Opere == Voegelin lavorò tutta la vita per elaborare un'interpretazione della violenza politica del XX secolo, sulla base di riferimenti alla filosofia politica, alla filosofia della storia e alla psicologia. Voegelin fu molto critico anche nei confronti dell'esistenzialismo: l'insistenza sull'essere nel tempo avrebbe prodotto, con effetti distruttivi e devastanti, la fine della gerarchia dell'essere che egli considerava fondamentale per la sua teoria della storia e della politica. Nonostante questa critica, nel pensiero di Voegelin emergono tematiche esistenzialiste. Durante la sua vita Voegelin pubblicò un'ingente serie di libri, saggi e articoli. Una sua prima opera fu Die politischen Religionen (Delle religioni politiche) nel 1938, nella quale analizzava la struttura dei totalitarismi novecenteschi (Nazismo, Fascismo e Comunismo) e ne delineava le analogie con la struttura delle religioni. La sua magnum opus fu comunque Ordine e Storia, la cui pubblica