J. Arnold
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J. Arnold

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Biografia
Arnold Joseph Toynbee (Londra, 14 aprile 1889 – York, 22 ottobre 1975) è stato uno storico inglese. Appartenne alla corrente britannica dello storicismo diffusasi nella seconda metà dell'Ottocento e che vide in Toynbee uno dei suoi massimi esponenti. Con le sue opere si collegò a uno dei capostipiti della scuola, Oswald Spengler, prendendone polemicamente le distanze su vari punti fondamentali. == Biografia == Toynbee era il nipote dell'importante economista e storico Arnold Toynbee, con il quale spesso è confuso. Nacque a Londra nel 1889, studiò al Balliol College di Oxford, dove incominciò la sua carriera come docente nel 1912; durante la prima guerra mondiale lavorò per conto dell'Intelligence al "British Foreign Office" e fu un delegato alla Conferenza di pace di Parigi del 1919. Nel 1936 fu ricevuto da Adolf Hitler nel suo quartier generale. Riprese a collaborare con il "Foreign Office" allo scoppio della seconda guerra mondiale. == Il pensiero == Le teorie e il tipo di approccio alla storia di Toynbee sono quelli della "storia comparata". Come Oswald Spengler (Il tramonto dell'occidente) analizza e postula la crescita e il declino delle civiltà, che mette al centro del suo interesse al posto delle nazioni e dei gruppi etnici. Respinge però di Spengler il determinismo dei cicli di crescita e declino come retti da una legge naturale. La sopravvivenza di una civiltà dipende per Toynbee dalla sua risposta ai mutamenti del contesto. La sua definizione di civiltà si basa su criteri religiosi e culturali, anziché su divisioni in gruppi nazionali o etnici. Tratta dunque la civiltà occidentale come un'unità che include le nazioni formatesi dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente, come contrapposta alla civiltà ortodossa della Russia e dei Balcani, e distinta dalla civiltà greco-romana che la precede. Per Toynbee la storia di una civiltà si presenta nei termini di sfide e risposte. Le civiltà si formano in risposta a una serie di sfide difficili, nelle quali "minoranze creative" escogitano soluzioni che riorientano l'intera società. Sfide e risposte possono essere di natura fisica, come quando i Sumeri riuscirono a sfruttare le paludi irriducibili del sud dell'Iraq organizzando gli abitanti neolitici in una società capace di grandi progetti di irrigazione. Possono essere anche di natura sociale, come quando la Chiesa cattolica risolse il caos dell'Europa post-romana inscrivendo i nuovi reami germanici in una singola comunità religiosa. Quando le civiltà rispondono alle sfide, esse si sviluppano. Le civiltà declinano quando i loro leader smettono di rispondere creativamente, e le civiltà sprofondano a causa del nazionalismo, del militarismo e della tirannia di minoranze dispotiche. Toynbee riteneva che "le civiltà muoiono per suicidio, non per assassinio." ed in particolare, prendendo spunto dall'élite confuciana cresciuta durante il regime degli Han occidentali ed orientali, in Cina, anche per l'eccessivo interesse privato in atti pubblici (Mank
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