🏠 1730⭐ Noto per: Sul Dio Del Professor Fichte E Sull'Idol1 libri nel catalogo
Biografia
Johann Augustus Eberhard ( tedesco: [ˈeːbɐhaʁt] ; 31 agosto 1739 - 6 gennaio 1809) è stato un teologo tedesco e "filosofo popolare". == Vita e carriera == Eberhard è nato ad Halberstadt nel Principato di Halberstadt, dove suo padre era insegnante di scuola e maestro di canto presso la chiesa di San Martino. Studiò teologia all'Università di Halle e divenne precettore del figlio maggiore del barone von der Horst, alla cui famiglia fu legato per diversi anni. Nel 1763 fu nominato co-rettore della scuola di San Martino e secondo predicatore nella chiesa ospedaliera dello Spirito Santo, ma presto rassegnò le dimissioni e seguì il suo protettore a Berlino. Lì incontrò CF Nicolai e Moses Mendelssohn, con i quali strinse una stretta amicizia e che furono determinanti nella formazione delle sue opinioni. Nel 1768 divenne cappellano del ricovero di Berlino e del vicino villaggio di pescatori di Stralow. Qui scrisse la sua Neue Apologie des Socrates (1772), un'opera nata da un attacco al quindicesimo capitolo del Belisarius di Jean-François Marmontel da parte di Peter Hofstede, un sacerdote di Rotterdam. Nel 1774 fu nominato residente di Charlottenburg. Un secondo volume delle sue Apologie apparve nel 1778. In questo cercò di rispondere ad alcune obiezioni alla parte precedente e continuò le sue indagini sulle dottrine della religione cristiana, sulla tolleranza religiosa e sulle regole adeguate per interpretare le Scritture. Nel 1778 accettò la cattedra di filosofia a Halle, dove tra i suoi studenti figuravano Friedrich Schleiermacher e lo scrittore illuminista serbo Dositej Obradović. Nel 1786 fu ammesso come membro dell'Accademia delle Scienze di Berlino; nel 1805 il re di Prussia gli conferì il titolo onorifico di consigliere privato. Nel 1808 ottenne il grado di Dottore in Teologia, conferitogli per i suoi scritti teologici. Morì a Berlino nel 1809. Era un maestro delle lingue apprese, parlava e scriveva correntemente il francese e comprendeva l'inglese, l'italiano e l'olandese. == Lavoro teologico e filosofico == === Teologia === Eberhard sosteneva in libri come Neue Apologie des Socrates che la salvezza non dipendeva dalla rivelazione, che era possibile per un pagano andare in paradiso e che la nozione di punizione eterna contraddiceva il suo presunto scopo di migliorare moralmente il peccatore. === Filosofia === Eberhard sostenne la posizione di John Locke secondo cui tutta la conoscenza passa attraverso i sensi, ma sviluppò questo in un fenomenismo puro e semplice. In estetica mantenne una posizione che chiamò “finalismo soggettivo”, etichetta adottata poi da Immanuel Kant: più che una proprietà oggettiva degli oggetti, la bellezza è il rapporto tra l'oggetto e il potere rappresentativo dell'osservatore. Per lui, quindi, l'arte dovrebbe mirare a risvegliare e stimolare le passioni piacevoli. Secondo Eberhard l'attività estetica appare per la prima volta nel gioco dei bambini. Nella sua posizione di redattore del Philosophisches Magazin (1788–1792) e del