Biografia
John Stuart Ingle (1933-30 ottobre 2010) è stato un artista realista contemporaneo americano, noto per i suoi acquerelli meticolosamente resi, tipicamente nature morte. Alcune critiche hanno caratterizzato il lavoro di Ingle come una sorta di realismo magico. Ingle è nato in Indiana ed è morto, all'età di 77 anni, in Minnesota. Un significativo riconoscimento critico del lavoro di Ingle ha incluso la pubblicazione di un libro, The Eye and the Heart: Acquerellos of John Stuart Ingle (Rizzoli International, 1988), scritto dal giornalista vincitore del Premio Pulitzer John Camp, e contenente un'introduzione di Frank H. Goodyear Jr., presidente della Pennsylvania Academy of the Fine Arts (e autore di Contemporary Realism dal 1960). Il libro di 110 pagine su Ingle è stato pubblicato in concomitanza con importanti mostre personali sponsorizzate congiuntamente dal Wadsworth Atheneum di Hartford, nel Connecticut, e dall'Evansville Museum of Arts, History and Science di Evansville, Indiana. == Stile: realismo intenso e "virtuoso" == Una recensione del 1991 di Vivien Raynor, recensore per il New York Times, ha osservato che "John Stuart Ingle dimostra che il realismo magico vive nella sua natura morta virtuosa che incorpora argento, pesche e una pianta in un vaso di ceramica blu, il tutto su un tavolo di legno". Il realismo dei dipinti di Ingle può rasentare lo scioccante, soprattutto quando, come talvolta accade, un dipinto è radicalmente più grande della scala. Nel 2005, un altro recensore del New York Times scrisse di "un acquerello gigante e sorprendentemente realistico di John Stuart Ingle che mostra pomodori conservati in un barattolo di vetro". Se Raynor ha ragione nel definire Ingle come una sorta di realista magico di seconda o terza generazione, allora si tratta di un realismo magico più vicino agli ideali sposati da Franz Roh nel 1925 che allo stile di quelli che sono stati comunemente chiamati pittori "realisti magici" all'inizio del 21° secolo. Questi realisti magici degli ultimi giorni hanno generalmente perseguito uno stile più vicino al realismo magico in letteratura, in cui il realistico vira verso l'impossibile o il fantastico. Al contrario, Roh sosteneva una resa fedele dell’esterno di ciò che viene effettivamente osservato, con l’idea che quando si vede davvero il mondo con piena intensità, la magia intrinseca delle cose diventa evidente, senza bisogno di aggiungere elementi fantastici, impossibili o soprannaturali a un’immagine. La descrizione che Ingle fa del suo approccio alla pittura è filosoficamente in sintonia con l'ideale di Roh. Del suo stile realistico penetrante e preciso, Ingle ha scritto: "Non voglio apportare modifiche arbitrarie a ciò che vedo per dipingere il quadro, voglio dipingere ciò che è dato. L'idea è di prendere qualcosa che è dato ed esplorare quella realtà il più intensamente possibile." Askart.com classifica ulteriormente lo stile di Ingle non solo come realista, ma come fotorealista. Questa designazione non sembrerebbe però appropriata, dato che nell'introduzione alla citata monografia sull'artista, Frank Goodyear (pag. 14) scrive: "Pur non essendo un fotorealista, sebbene [Ingle] usi le tecniche dell'aerografo di alcuni pho