Biografia
Marcel Mauss (Épinal, 10 maggio 1872 – Parigi, 10 febbraio 1950) è stato un antropologo, sociologo e storico delle religioni francese. Massimo esponente della scuola di Émile Durkheim, i suoi studi si concentrano soprattutto sulla magia, il sacrificio e sullo scambio del dono. Mauss ha influenzato profondamente il fondatore dell'antropologia strutturale Claude Lévi-Strauss. Il suo libro più famoso è il Saggio sul dono (1923). == Biografia == Nato in una famiglia di origini ebraiche, studiò filosofia a Bordeaux, dove insegnava suo zio Émile Durkheim. Mauss però si trasferì a Parigi per iscriversi a studi di religione comparata e di sanscrito. Come tanti altri membri e collaboratori della rivista L'Année sociologique, fondata nel 1898 da Émile Durkheim, fu attratto dalle idee socialiste, in particolar modo quelle esposte da Jean Jaurès, un leader storico del socialismo francese. Fu attivamente coinvolto negli eventi del caso Dreyfus accaduti in Francia nell'ultimo decennio del XIX secolo, e collaborò con vari quotidiani, quali l'Humanité, e le Mouvement Socialiste, in questo caso assieme, per l'ultima volta, a Georges Sorel. Gli anni della prima guerra mondiale furono particolarmente difficili per Mauss, poiché molti suoi colleghi ed amici sono deceduti, tra i quali lo stesso Durkheim. Il dopoguerra fu piuttosto gravoso a livello politico, in quanto una spinta reazionaria ha parzialmente offuscato il lavoro di Durkheim e quindi Mauss, come molti altri seguaci del maestro, si impegnò soprattutto nell'approntare istituti quali l'Institut Français de Sociologie e l'Institut d'Ethnologie (del quale fu segretario generale). Si profuse fino all'ultimo dei suoi giorni in una campagna contro l'antisemitismo e contro le politiche razziali. == Opere == === Saggio sulla natura e la funzione del sacrificio === Fra le sue opere fondamentali vi è il Saggio sulla natura e la funzione del sacrificio, scritto a quattro mani con Henri Hubert. Il libro non tratta strettamente dell'origine del sacrificio, ma scavalca questa tematica per andare a indagare la dinamica e le strutture di questo rito. Mauss parte dal concetto originario di sacrificio, nella sua accezione più etimologica: il sacrificio come sacrum facere, rendere sacro, come atto religioso che comporta la rinuncia di un bene a favore di un essere sovrumano. Ma questo non basta. La questione che interessa i due studiosi è la finalità del sacrificio: se sia semplicemente una forma di do ut des, come asseriva l'antropologo inglese Edward Burnett Tylor, o piuttosto una specie di ringraziamento, come scriveva Wilhelm Schmidt a proposito del sacrificio primiziale, o ancora, secondo quanto sosteneva Durkheim, legittimazione dell'esistenza del divino in quanto costruzione e icona del sociale. Di fronte a un tale dibattito, molto più complesso ed esteso di quanto non si sia riportato qui sopra, Mauss e Hubert si limitano ad attribuire al sacrificio il carattere di mezzo per stabilire un contatto fra il sacro e il p