Patrik Ouředník
Home› Libreria› Autore
📚 Autore

Patrik Ouředník

⭐ Noto per: Caso Chiuso 1 libri nel catalogo
Biografia
Patrik Ouředník (Praga, 23 aprile 1957) è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo ceco e francese. == Biografia == Patrik Ouředník trascorre la giovinezza nella Cecoslovacchia degli anni ‘70, nel pieno della normalizzazione che aveva messo fine alle speranze della Primavera di Praga. Firmatario della Petizione per la liberazione dei prigionieri politici ed editore di samizdat, è escluso dall'Università per “non-conformità ideologica”. Nel 1984 si esilia in Francia, dove vive da allora. Tutta l'opera di Patrik Ouředník – dizionari “non convenzionali”, saggi, romanzi, poesie, parodie – è segnata dall'interesse per le idee, i pregiudizi e gli stereotipi, esaminati attraverso la lingua, espressione, a suo avviso, de “la verità di un'epoca”: «Quanto a me, cerco di applicare un principio un po' diverso, a partire dal presupposto che è possibile prendere come sinonimo della “verità di un'epoca” la lingua di quell'epoca, in altre parole, prendere un certo numero di tic linguistici, stereotipi e luoghi comuni e fare in modo che agiscono e si confrontino allo stesso modo dei personaggi di un racconto tradizionale». == Attività lettteraria == Anno ventiquattro (1995) riprende i “giochi di memoria” di Joe Brainard e Georges Perec. La base di queste “discese” nella memoria dell'autore consiste di ricordi frammentari, introdotto dalla formula “mi ricordo”. Da questi sprazzi di memoria, relativi agli anni 1965 - 1989, l'autore fa riemerge delle istantanee o della propria vita o di ciò che si conviene di chiamare i “grandi” avvenimenti della società. Lascia intravedere cliché specifici di una situazione particolare, dettagli imperituri, frammenti di discorso, truismi, tic attraverso il prisma del soggetto e del “vissuto” dell'autore. Lo sguardo di Ourednik rimane individualizzato, caratterizzato, senza tuttavia emettere giudizio alcuno sugli eventi. L'epoca si smaschera da sé, attraverso la sua lingua, che si ritrova improvvisamente sotto il microscopio dell'autore, sottratta al suo contesto di comunicazione collocato nel tempo. Europeana (2001) propone, come dice il suo sottotitolo, una “breve storia del ventesimo secolo”, raccontata non da un punto di vista oggettivo, ma come “dal basso”. Il racconto non segue la linearità cronologica, non costruisce una gerarchia tra gli eventi dell'epoca, non cerca legami di causa-effetto, e infine personifica la storia. Sulla scorta di Bouvard e Pécuchet, al cuore di Europeana si trova la “lingua del XX secolo”: discorsi diffusi e indifferenziati, concentrati e sistematizzati, che richiamano, indistintamente, in un inventario assurdo che va dalla prima guerra mondiale al Millennium bug, la morte di Dio e la televisione, Buchenwald e positivismo, l'emancipazione delle donne e l'invenzione della scala mobile. Istante propizio, 1855 (2006). Si ritrova lo stesso progetto di scrittura – la resa della “verità di un'epoca” con l'adozione della sua “lingua” specifico, la sola che possa renderla udibile – Istante propizio, 1855
Info
Noto perCaso Chiuso
Libri nel catalogo1