Che riassume la prima parte di questo lavoro, per fungere da prefazione alla seconda. Nel corso dell'anno 186 il mondo intero fu singolarmente commosso da un tentativo scientifico senza precedenti negli annali della scienza. I membri del Gun Club, circolo di artiglieri fondato a Baltimora dopo la guerra americana, ebbero l'idea di mettersi in comunicazione con la Luna - sì, con la Luna - inviandole una palla di cannone. Il loro presidente Barbicane, promotore dell'impresa, dopo aver consultato al riguardo gli astronomi dell'Osservatorio di Cambridge, prese tutte le misure necessarie per il successo di questa straordinaria impresa, dichiarata fattibile dalla maggioranza delle persone competenti. Dopo aver promosso una sottoscrizione pubblica che fruttò quasi trenta milioni di franchi, iniziò la sua gigantesca opera. Secondo la nota redatta dai membri dell'Osservatorio, il cannone destinato a lanciare il proiettile doveva essere installato in un paese situato tra 0 e 28 gradi di latitudine nord o sud, per poter mirare alla Luna allo zenit. La palla doveva avere una velocità iniziale di dodicimila iarde al secondo. Lanciato il primo dicembre, alle undici meno tredici e venti secondi di sera, doveva incontrare la Luna quattro giorni dopo la sua partenza, il 5 dicembre, a mezzanotte precisa, nel momento stesso in cui si sarebbe trovata al perigeo, cioè alla massima distanza dalla Terra, cioè esattamente ottantaseimilaquattrocentodieci leghe.
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