Questo libro rende disponibile per la prima volta in inglese - e per la prima volta integralmente in una qualsiasi lingua - un'importante ma poco conosciuta intervista sul tema della fotografia che Jacques Derrida concesse nel 1992 al teorico tedesco della fotografia Hubertus von Amelunxen e al teorico tedesco della letteratura e dei media Michael Wetzel. La loro conversazione affronta, tra le altre cose, questioni relative alla presenza e alla sua fabbricazione, alla tecnicità della presentazione, alla volatilità del soggetto autoriale e al concetto di memoria. Derrida offre un intervento penetrante riguardo alla natura distintiva della fotografia rispetto alle tecnologie correlate come il cinema, la televisione e il video. Mettendo in discussione le fin troppo facili divisioni tra i cosiddetti vecchi e nuovi media, originale e riproduzione, modalità analogiche e digitali di registrazione e presentazione, fornisce spunti stimolanti sui modi in cui pensiamo e parliamo dell'immagine fotografica oggi. Lungo il percorso, la discussione interroga fruttuosamente la questione della fotografia in relazione a concetti chiave come copia, archivio e firma. Gerhard Richter introduce il volume con una meditazione critica sul rapporto tra decostruzione e fotografia attraverso i concetti di traduzione e invenzione. Copia, archivio, firma sarà di grande interesse per i lettori nei campi del pensiero critico europeo contemporaneo, della fotografia, della teoria estetica, degli studi sui media e degli studi francesi, così come per coloro che seguono la singolare traiettoria intellettuale di uno dei pensatori più influenti del nostro tempo.
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