Basandosi su anni di osservazione, Cotton Mather, P. P. Karan e Shigeru Iijima esplorano la complessa interazione tra cultura, tempo e spazio nell'evoluzione dei paesaggi in Giappone. Gli autori iniziano con una discussione sulle caratteristiche generali del paesaggio, tra cui la scarsità di terreni incolti, la scarsità di terreni pianeggianti, la sua meticolosa organizzazione e la natura immacolata. Gli autori applicano quindi queste caratteristiche a soggetti preferiti come giardini, piante scolpite e composizioni floreali, ma anche a questioni più banali come bordi stradali, linee di servizio e aree urbane murate. Questa fusione unica delle tecniche degli scienziati fisici e sociali con le prospettive delle discipline umanistiche offre un'analisi unica del panorama giapponese.
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