Jan Heller Levi ha detto che le sue poesie non sono confessioni ma conversazioni. Ecco, quindi, le sue conversazioni con il mondo: dal sexy al sublime. Ciò che distingue Levi, tuttavia, è che lascia che sia il mondo a rispondere. Si perdonano i padri difficili, le madri inefficaci; gli ex amanti sono beati. Sofisticato ma mai stanco, questo poeta guarda con meraviglia oltre sé stesso: una tazza di caffè in uno degli onnipresenti diner greci di New York può lanciare Levi in una meditazione sulla verità contro la compassione; una suite di elegie per la madre ci porta dal corridoio di un ospedale allo studio di un talk show televisivo dove Dio è l'ospite; una lettura di poesie in cui condivide il palco con un cantante folk illustra il dono di Levi di illuminare le trame assurde dell'esistenza della fine del XX secolo.
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