Sofferenza nella visione del mondo antico indaga le prospettive rappresentative cristiane, stoiche romane ed ebraiche sulla natura, il problema e lo scopo della sofferenza. Tabb presenta una lettura approfondita degli Atti degli Atti, dei saggi e delle lettere di Seneca e dei 4 Maccabei, evidenziando come ogni autore comprende la sofferenza nei confronti di Dio, dell'umanità, del problema del mondo e della sua soluzione, e del futuro. Lo studio di Tabb offre una definizione fondamentale della sofferenza nel I secolo e si conclude collocando in modo creativo questi autori antichi in dialogo tra loro. Tabb mostra che, nonostante le loro diverse posizioni religiose e culturali, ciascuno di questi autori antichi si aspetta e accetta la sofferenza come una realtà presente governata dalla divina provvidenza, comunque definita. Luca, Seneca e l'autore dei 4 Maccabei affermano ciascuno che la sofferenza non è il problema fondamentale dell'umanità. Piuttosto, la sofferenza funziona come una cifra per mostrare altre cose. Per Seneca, la sofferenza offre un'opportunità per imparare e mostrare virtù. L'autore di 4 Maccabei presenta la sofferenza della nazione come una punizione per il peccato, mentre la sofferenza virtuosa dei martiri porta alla salvezza di Israele. Per Luca, il Signore Gesù soffre per realizzare la salvezza e la restaurazione del mondo segnato dal peccato e dalla sofferenza, e la sofferenza dei suoi seguaci è strumentale alla missione cristiana
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