"Questo volume affronta l'etica della prevenzione situazionale della criminalità. È probabile che le strategie di prevenzione situazionale della criminalità limitino indebitamente la libertà di movimento delle persone? Tali strategie implicano un controllo intrusivo delle attività quotidiane delle persone? È possibile sviluppare principi etici che aiutino a distinguere forme di intervento accettabili da quelle inaccettabili?" "Esamina anche il posto della prevenzione situazionale del crimine all'interno della criminologia. In che misura la sua comparsa rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo di pensare alla natura del crimine, e alle prospettive e alle strategie per affrontarlo? In che misura il crimine viene trattato come un rischio "normale" da gestire? Fino a che punto la prevenzione del crimine situazionale attribuisce la responsabilità della prevenzione del crimine al di là dell'apparato statale, alle organizzazioni e alle istituzioni della società civile? Quali sono le implicazioni sociali e politiche di ciò?
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