Per mezzo secolo il frate francescano Bernardino de Sahagún (1499-1590), spesso descritto come il primo antropologo del Nuovo Mondo, lavorò con i suoi colleghi indigeni presso il Collegio Imperiale di Tlatelolco (oggi Città del Messico) su un compendio enciclopedico delle credenze, dei rituali, della lingua, delle arti e dell'economia della cultura in via di estinzione degli Aztechi. Colori tra due mondi esamina, attraverso il tema del colore, il manoscritto più riccamente illustrato di questa grande opera etnografica, il Codice fiorentino, conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Il Codice rivela come i colori utilizzati dagli Aztechi nella loro produzione artistica e nella vita di tutti i giorni, così come i nomi che davano a ciascun colore, illuminano la loro comprensione del mondo che li circonda, dal clima alla cura delle malattie. I pigmenti e i coloranti utilizzati dagli artisti indigeni per illustrare il Codice riflettono un dialogo più ampio tra le culture native ed europee, che il Codice fiorentino registra più pienamente di qualsiasi documento sopravvissuto della Nuova Spagna coloniale.
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