"Nella storia americana e in tutto il mondo occidentale, la sottomissione perpetuata dalla schiavitù ha creato una "cultura della schiavitù" unica. Quella cultura esiste come tradizione metaforica, artistica e letteraria legata agli schiavi: esseri umani le cui vite sono "dovute" a un altro, che sono usati come strumenti da un altro e che devono sopportare la sofferenza in silenzio. Tim Armstrong esplora l'eredità metaforica della schiavitù nella cultura americana indagando il debito, la tecnologia e il dolore nella letteratura afro-americana e in una serie di altri scritti e L'attenta analisi di Armstrong rivela come le nozioni dello schiavo come debitore siano nascoste nei nostri resoconti del sé mercificato e come scrittori come Nathaniel Hawthorne, Rebecca Harding Davis, Booker T. Washington, W. E. B. Du Bois, Ralph Ellison e Toni Morrison siano alle prese con la visione pervasiva che gli schiavi sono simili alle macchine. Infine, Armstrong esamina come le concezioni dello schiavo come contenitore di dolore represso si riflettono in discipline così diverse come arte, scultura, musica e psicologia"--
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