Le minoranze musulmane in Cina e India costituiscono solo una piccola frazione delle rispettive popolazioni. Tuttavia, poiché le minoranze tendono ad essere raggruppate in stati di confine in difficoltà, esse rivestono un’importanza strategica fondamentale nel contesto della guerra globale al terrorismo. In questo contesto globale, questo libro mette a confronto le regioni di Jammu e Kashmir in India e Xinjiang in Cina, esaminando l’incidenza della povertà in termini di redditi bassi e disuguali e di mancanza di accesso all’istruzione, alla sanità e ad altri servizi pubblici. Il libro sostiene che i fattori economici e sociali (povertà, disoccupazione, disuguaglianze, discriminazione e alienazione sociale) sono più importanti nello spiegare il malcontento sociale, i disordini e la violenza rispetto a fattori politici e religiosi come la soppressione della libertà religiosa e dell’identità culturale e la violazione dei diritti umani fondamentali. La guerra globale al terrorismo ha diluito la spinta interna all’autodeterminazione delle minoranze sia in Cina che in India; le loro legittime rimostranze vengono spesso confuse con quelle dei militanti islamici. L’incapacità dei governi cinese e indiano di affrontare queste lamentele in passato potrebbe aver rafforzato le tendenze separatiste. Questo libro richiede una strategia che combini vigorosi programmi contro la povertà con la prevenzione dell’infiltrazione estremista dall’estero come unica via per uno sviluppo pacifico.
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