Forse il diplomatico americano più noto di questo secolo, Henry Kissinger è una figura importante nella storia mondiale, vincitore del Premio Nobel per la pace, e probabilmente una delle menti più brillanti mai messe al servizio della politica estera americana, nonché una delle figure più astute, meglio informate e più articolate che abbiano mai occupato una posizione di potere a Washington. Il terzo e ultimo volume delle sue memorie completa un'opera importante della storia contemporanea. È allo stesso tempo un documento storico e una narrazione di intensità quasi shakespeariana, piena di intuizioni sorprendenti, candore insolito (e spesso spietato) e un travolgente senso della storia. Soprattutto, qui ci sono ritratti intimi, schietti e acutamente intelligenti di leader mondiali, da Mao Zedong che prende in giro Kissinger con una caratteristica miscela di brutalità e aspra sottigliezza, a Leonid Brezhnev, confuso, malato, che cerca disperatamente di nascondere le crescenti difficoltà dell'Unione Sovietica con una facciata di spavalderia spavalda, così come una galassia di leader europei, mediorientali, asiatici, latinoamericani e africani.
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