In questo volume autobiografico, la straordinaria Helen Bevington cerca risposte alla domanda su come vivere o, più specificamente, come affrontare l'invecchiamento. Volto familiare nel panorama letterario dalla metà degli anni Quaranta, Bevington riflette sul corso della propria vita in vista del suicidio di suo padre, degli ultimi anni trascorsi da sua madre in riluttante solitudine e del tragico suicidio di suo figlio a seguito di un invalidante incidente automobilistico dal quale non avrebbe mai potuto riprendersi. Come affrontare l'inevitabilità della morte? Qual è la terza alternativa? Come perseverare nella vita? . Il modo unico di autobiografia di Bevington ricrea lezioni e intuizioni di altre vite, personaggi storici e incidenti avvincenti e li combina in una narrazione che segue le correnti emotive della sua vita. Evocando una vasta gamma di figure storiche e letterarie, tra cui Cechov, Marco Aurelio, Flannery O'Connor, Simone de Beauvoir, Thoreau, Beatrix Potter, Saffo, Yeats, Alessandro Magno, Montaigne, Santa Cecilia, Virginia Woolf, Liv Ullmann e molti altri, Bevington trova in queste vite un percorso che ha guidato la sua ricerca lontano dalla solitudine. Attraverso le sue riflessioni sui dieci anni successivi alla morte di suo figlio, ci rendiamo conto di quanta strada ha percorso, di come la ricerca si è illuminata, di come si è evoluta in modo eloquente verso la vecchiaia. Alla fine lei siede, come il Buddha, sotto il suo fico, aspettando non la morte ma un'ulteriore illuminazione.
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