I cento giorni, le prime 15 settimane in carica di Franklin Roosevelt, sono diventati oggetto di leggenda, un mitico metro di paragone con il quale ogni successivo presidente americano si è sentito obbligato a misurarsi. In FDR: The First Hundred Days, il famoso storico Anthony J. Badger attraversa decenni di storia politicizzata per ricordare in modo conciso, equilibrato e tempestivo che il successo di Roosevelt fu soprattutto un esercizio di eccezionale maestria politica. Dichiarando che gli americani non avevano "nient'altro da temere se non la paura stessa", Roosevelt entrò alla Casa Bianca nel 1933 affrontando una disoccupazione di circa il 25%, chiusure di banche e una crisi di fiducia a livello nazionale. Tra il 9 marzo e il 16 giugno, FDR inviò al Congresso un numero record di progetti di legge, che furono tutti approvati facilmente. Con riforme che vanno dalla legalizzazione della vendita di birra allo sgravio dei mutui per milioni di americani, Roosevelt lanciò il New Deal che da allora i conservatori hanno lavorato per annullare. Badger sottolinea le doti politiche di Roosevelt anche quando il presidente e i suoi consiglieri del Brains Trust, guidati da principi, cercavano ampiamente la strada verso soluzioni ai molteplici problemi della nazione. Reintroducendo la contingenza che segnò quei giorni fatidici, Badger umanizza Roosevelt e suggerisce un parametro molto più utile per i futuri presidenti: la politica del possibile sotto la guida dei principi. lembo.
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