Questo non è un diario: queste osservazioni, seppure registrate nell'autunno 2010 e nella primavera 2011 sotto forma di annotazioni datate, non costituiscono una riflessione personale ma un tentativo di cogliere i segni del nostro tempo nel loro movimento - possibilmente alla nascita, in una fase in cui sono ancora appena percettibili, e comunque prima che siano maturati in forme comuni, fin troppo familiari, che sfuggono alla nostra attenzione per la loro banalità. Alcuni forse si stabilizzeranno nella nostra vita quotidiana ancora per molto tempo, altri svaniranno e svaniranno prima di avere altrimenti la possibilità di essere notati, registrati ed esplorati in profondità: nel nostro mondo frenetico, proteiforme e caleidoscopico, è difficilmente possibile prevederne il corso futuro e decidere in anticipo quali di loro cresceranno in volume e significato e quali si riveleranno nati morti. Qualunque sia il loro destino, l'autore ha cercato di prendere spunto dal precetto di William Blake di vedere l'universo in un granello di sabbia - e, dopo averlo fatto, allertarci su ciò che sta o potrebbe accadere alle nostre vite individuali, alle forme di unione, alle prospettive condivise; ai modi in cui percepiamo e ci relazioniamo gli uni con gli altri, le forze che modellano le nostre possibilità e i nostri itinerari di vita; e ai modi in cui cerchiamo di controllare, o almeno influenzare, e talvolta anche riformare in meglio, alcune o tutte queste dimensioni della nostra esistenza. -- Descrizione dell'editore.
caricamento...