L’11 novembre 1918 finiva ufficialmente la Prima Guerra Mondiale. Ma per gli uomini della sfortunata spedizione americana nel nord della Russia, i combattimenti erano appena iniziati. Afflitto da scarsi rifornimenti, scarsa leadership e dalla necessità di perseguire un obiettivo chiaro, questo piccolo ma valoroso contingente americano combatté contro difficoltà impossibili, ottenendo diverse vittorie sorprendenti contro i bolscevichi prima che la superiorità numerica e lo devastante inverno artico che aveva sconfitto Napoleone li costringessero a ritirarsi. Ora, in questo resoconto chiaro e schietto, E.M. Halliday ricrea uno degli interventi americani all’estero più oscuri ma importanti: un’epopea di confusione, resistenza, fallimento – e galanteria – che la storia ha quasi dimenticato e che i russi non hanno mai perdonato. Solo oggi, più di settant’anni dopo l’occupazione alleata di Arcangelo, le relazioni americano-sovietiche hanno cominciato a sciogliersi.
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