Maria Edgeworth conquistò l'ammirazione dei suoi contemporanei Jane Austen e Walter Scott, nonché di scrittori successivi come Thackeray e Turgenev. In Belinda (1801) affronta le questioni di genere e razza in un modo allo stesso tempo comico e stimolante. Sfidando i pericoli del mercato matrimoniale, Belinda impara a pensare con la propria testa mentre gli esempi dei suoi amici si rivelano singolarmente inaffidabili. Il variegato cast di Edgeworth include l'affascinante aristocratica Lady Delacour, il cui terribile segreto la mette in potere della sua volubile serva; l'affascinante gentiluomo creolo, il signor Vincent, che quasi riesce a conquistare la mano di Belinda se non il suo cuore; l'eccentrico Clarence Hervey, i cui tentativi di creare una moglie ideale si ritorcono contro; e la scandalosa Harriet Freke, le cui buffonate da fuorilegge sociale la portano in una trappola. Questa vivace commedia sfida le convenzioni del corteggiamento, esamina le questioni dell'indipendenza femminile e mette a nudo i limiti della vita domestica. Il testo utilizzato in questa edizione (1802) affronta anche le questioni difficili e affascinanti del razzismo e dei matrimoni misti, che Edgeworth attenuò nelle edizioni successive.
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