Una forma di dissenso innovativa e guidata dalla tecnologia è emersa in risposta all’occupazione israeliana della Palestina. Soprannominato “jihad elettronico”, questo approccio da parte di gruppi di hacker palestinesi ha fatto notizia a livello internazionale violando la sicurezza di siti web, come la Borsa di Tel Aviv, Avira, Whatsapp e BitDefender. Sebbene inizialmente limitato a piccoli gruppi clandestini, l’interesse per l’hacktivismo continua a crescere e viene adottato da partiti militanti palestinesi, tra cui Hamas e Jihad islamica palestinese, gruppi che ora stanno incorporando gli hacker nelle loro fila. Basato su ampie interviste di prima mano con hacker palestinesi e altri attivisti, Digital Jihad è il primo libro a esaminare il ruolo crescente dell’hacktivismo nel movimento di resistenza palestinese. Erik Skare fornisce una visione unica dell'evoluzione del movimento in Palestina e del suo posto all'interno della trasformazione globale dell'attivismo, che ha abbracciato la tecnologia - e la sua disgregazione - come forma di protesta. -- Fornito dall'editore.
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