Gli esseri umani hanno un valore intrinseco o sono semplicemente un incidente cosmico senza alcun significato o scopo reale? Sin dall’Illuminismo questo dibattito ha imperversato nella cultura occidentale, influenzando profondamente la nostra comprensione della bioetica e informando il dibattito sull’aborto, l’infanticidio, l’eutanasia, l’ingegneria genetica, ecc. Il titolo di questo libro, La morte dell’umanità, si riferisce non solo alla fine del concetto secondo cui gli esseri umani hanno un valore intrinseco, ma anche alla conseguente uccisione di vite umane reali. Questo libro spiega innanzitutto perché l’etica giudaico-cristiana della sacralità della vita è storicamente in declino a partire dall’Illuminismo. In secondo luogo, descrive le conseguenze deleterie che ciò ha avuto sulla società contemporanea. In terzo luogo, dimostra la povertà di molte alternative secolari alla visione cristiana dell’umanità, come il materialismo, il positivismo, l’utilitarismo, il marxismo, il darwinismo, l’eugenetica, la psicologia comportamentista, l’esistenzialismo, la sociobiologia, il postmodernismo e altri. Infine, difende la sacralità della vita umana su una varietà di fronti: aborto, eutanasia, infanticidio, suicidio, eugenetica e transumanesimo, tra gli altri. - Prefazione.
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