Sinossi
Questo studio sfida la tendenza dominante della società civile a negare il commercio internazionale in quanto tale. Gli autori sostengono che è necessario definire regole commerciali differenziate in base ai livelli di sviluppo economico, e anche passare dai sussidi volti a sostenere mezzi di sussistenza non competitivi agli investimenti che migliorano la produttività. Ancora più importante, il libro si conclude con una richiesta ai sindacati, alle organizzazioni femminili e ad altre organizzazioni della società civile di immaginare e creare se stesse come entità globali, al fine di raccogliere la sfida di rafforzare il contropotere globale nei confronti del capitale.
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