Copertina Idee di ordine nei romanzi di Thomas Pynchon
Filosofia · 1983

Idee di ordine nei romanzi di Thomas Pynchon

di Molly Hite

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Filosofia Genere
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Molly Hite Autore
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1983 Anno
Sinossi

Da qualche parte all'inizio di questo incisivo studio critico sugli scrittori viventi forse più sfuggenti e, per alcuni, strutturalmente disordinati, Molly Hite osserva che l'idea di ordine ha sempre affascinato i romanzieri. Lei attribuisce questo al fatto che il genere è un ibrido, impegnato com'è, da un lato, in una rigorosa teleologia in cui gli eventi esistono per amore della risoluzione, e, dall'altro, nell'imitazione di un mondo che si rifiuta ostinatamente di manifestarsi. l'impeto teleologico della narrazione, osserva, riflette un universo ordinato da Dio,3 mentre la tendenza mimetica descrive un mondo centrato sull'uomo. 3 E poiché le due visioni del mondo sono inconciliabili, pongono un dilemma: il dilemma che Pynchon tratta in modo satirico nei suoi tre romanzi: che l'alternativa alla teologia è la paranoia. Confrontando i suoi personaggi con la prova che un potere trascendente impone l'ordine al mondo o che, in assenza di tale potere, ogni ordine è illusorio, Pynchon parodia un atteggiamento postromantico che considera questi estremi come esaustivi. Invita i suoi personaggi e i suoi lettori a considerare e a considerare come in qualche modo “autorizzate” interpretazioni come quella secondo cui o una qualche versione della Provvidenza, benigna o maligna, sta dirigendo la storia ai propri fini, o che gli eventi sono perfettamente discreti e la vita umana è priva di significato. E queste sono interpretazioni che Pynchon considera non solo opposte, ma esclusive; e non solo si escludono a vicenda, ma pretendono anche di escludere quella regione centrale del significato e del discorso che costituisce l'oggetto tradizionale del romanzo. Manipolando questi estremi, Pynchon induce i suoi lettori a riconsiderare le basi del significato e del valore che caratterizzano il mondo umano secolare che il romanzo tradizionalmente produce. Come tutti i grandi innovatori della narrativa, reinventa la sua forma scoprendo nuove possibilità nelle condizioni che definiscono il romanzo. Come la sua eroina Oedipa Maas, si propone di 2progettare un mondo3, compito fondamentale del romanziere, ma a differenza di Edipa riconosce che un mondo adeguato alla realtà umana deve rimanere aperto alle possibilità. Non può né essere eternamente ordinato verso un fine predestinato, né può essere caotico. I mondi immaginari di Pynchon sono, di conseguenza, pluralistici e governati non da un'idea di ordine rigida, assoluta, imposta trascendentalmente, ma da molteplici idee di ordine parziali, sovrapposte e spesso contrastanti. - Editore.

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