"Questo libro costituirà un intervento originale nei dibattiti di lunga data ma insistentemente rilevanti intorno al significato delle nozioni di 'performatività' per l'analisi critica del dramma della prima età moderna. In particolare, il libro mira a: mostrare come l'indagine sulla performatività può consentire letture di Shakespeare e Jonson che sfidano i quadri metodologici dominanti all'interno dei quali quelle opere sono state lette; dimostrare che il pensiero della performatività non si ferma nella semplicità del metodo o della strumentalità, e che resiste alle sue stesse pretese. che il linguaggio e l'azione potrebbero essere intesi come strumentali e non problematici; dimostrare che questa auto-resistenza avviene o ha luogo come un momento nel processo di articolazione delle pretese del performativo, e che questo processo è esso stesso, in un senso importante, drammatico"--
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