Sarebbe potuta esistere la televisione senza la California? California senza televisione? L'uno mostra l'altro: la singolarità ostentatamente nuova del luogo e la trasparenza apparentemente schiva del mezzo. Ma se la televisione e la California promettono ancora e ancora di offrirci qualcosa di nuovo, giovane, immacolato nella sua transitorietà? una superficie pura che non rimarrà mai intrappolata nel fosso del tempo? sono anche entrambi perseguitati in tutto e per tutto: dai contenuti itineranti del passato che non possono bandire, dai ricordi delle fantasie utopiche infantili-perverse che ci tormentano in costante ripetizione ("Se vai a San Francisco?", "due ragazze per ogni ragazzo?"), dalla contraddizione giocata nel gesto stesso di liquidare la storia e lasciare che i morti seppelliscano i morti. La California e la televisione, per così dire, cospirano in una vampirologia: l'eterno giovane è ciò che è lì da più tempo, ciò che realmente "ci riporta indietro".
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