Vamsa è un genere dinamico della storia buddista pieno di personaggi ultraterreni e le imprese di eroi della vita reale. Queste narrazioni riducono la distanza temporale tra Buddha e il lettore, costruendo una connessione emotivamente risonante con una figura religiosa fuori misura e un passato desiderato. Il testo pali Mahavamsa del V secolo è un esempio particolarmente efficace, poiché utilizza metafore e altri espedienti retorici per trasformare eticamente i lettori, stimolarli e poi calmarli. La lettura del Mahavamsa sostiene un nuovo approccio letterario a questo testo rivelando i suoi consigli di lettura incorporati (per sperimentare samvega e pasada) e il lavoro affettivo di metafore (il dharma del Buddha come luce) e personaggi salienti (naga). Kristin Scheible sostiene che il Mahavamsa richiede un particolare tipo di lettura. Nel proemio del testo, istruzioni speciali attirano i lettori verso la metafora della luce e dei naga, o esseri serpenti salienti, del primo capitolo. I Naga sono sia adoratori modello che indegni accumulatori delle reliquie del Buddha. In quanto agenti non umani, sfidano le letture politiche e storiciste del testo. Scheible vede questi personaggi sfuggenti e le metafore potenti e giocose della narrazione come tecniche per focalizzare nuovamente l'attenzione del lettore sugli obiettivi emotivi del testo. Il suo lavoro spiega il ruolo motivazionale centrale del Mahavamsa nei circoli buddisti e nazionalisti contemporanei dello Sri Lanka. Parla anche in generale delle strategie di lettura dei testi religiosi e degli indizi interni ed esterni che danno a tali opere una vita oltre la pagina. -- Amazon.com.
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