Il verdetto ufficiale sulla morte di Hanley Aiken è stato un incidente, ma la sua famiglia e i suoi amici lo hanno definito suicidio. Tess Aiken, la sua giovane vedova, non credeva che suo marito si fosse tolto la vita solo perché avevano litigato. Così ora era venuta a North Dobney, lontano a Cape Cod, per indagare, e aveva subito incontrato l'antagonismo dei loro amici tra gli artisti, i residenti invernali e i nativi. Ben presto questa reazione assunse un aspetto più formidabile e snervante, e il sospetto fino a quel momento inquietante di Tess si trasformò nella convinzione che Hanley Aiken fosse stata assassinata. Gli indizi che alla fine finirono nelle mani dell'ispettore Christopher McKee erano effimeri: una medaglia di San Cristoforo dove non avrebbe dovuto trovarsi, un improvviso cambiamento del tempo, l'incubo di un bambino spaventato al crepuscolo, caffè rovesciato su un fornello di ferro nero, una maschera piena d'acqua, che avrebbe potuto essere usata da un bambino ad Halloween. Il viaggio nel crimine di Tess e dell'ispettore li ha condotti attraverso un labirinto incentrato sulla signora Waine, una ricca mecenate molto sposata, e sui suoi eredi, che erano pittori, scrittori, scultori e una poetessa. In poco tempo gli venne tolta una seconda vita e McKee si trovò di fronte a uno dei suoi casi più sconcertanti e, allo stesso tempo, affascinanti.
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