Le forti ragioni a favore di una società basata sul rispetto reciproco. Mentre varie forme di welfare sociale venivano smantellate nel corso dell’ultimo decennio del ventesimo secolo, molti pensatori sostenevano che il benessere umano fosse meglio servito concentrandosi sul potenziale, non sui bisogni. Richard Sennett la pensa diversamente. In questa abbagliante miscela di memorie personali e studi riflessivi, affronta i bisogni e la responsabilità sociale oltre l’abisso della disuguaglianza. Nell'incerto mondo delle relazioni sociali "flessibili", tutti sono turbati da questioni di rispetto: che si tratti di un dipendente bloccato da una gestione insensibile, di un assistente sociale che cerca di aiutare un cliente risentito, o di un artista virtuoso e un accompagnatore che mira a un duetto perfetto. Aprendo con un ricordo della sua crescita nel famigerato progetto di edilizia residenziale Cabrini Green di Chicago, Richard Sennett esamina tre fattori che minano il rispetto reciproco: capacità disuguali, dipendenza dagli adulti e forme degradanti di compassione. In contrasto con le attuali “riforme” del welfare, Sennett propone un sistema di welfare basato sul rispetto per i bisognosi. Esplora come l'autostima può essere coltivata in una società iniqua (ad esempio, attraverso la dedizione all'artigianato); come l'autostima deve essere bilanciata con il sentimento per gli altri; e come il rispetto reciproco possa creare legami oltre il divario della disuguaglianza. Laddove l’eliminazione della disuguaglianza era una volta l’obiettivo dei radicali sociali, Sennett cerca una meritocrazia più umana: una società che, pur accettando le disuguaglianze di talento, cerchi di coltivare il meglio in tutti i suoi membri e di collegarli fortemente gli uni agli altri.
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