In reazione al processo Irving v. Penguin/Lipstadt (inverno 2000), i curatori di questo volume hanno cercato di fornire un testo che si allontani dall’Olocausto stesso per porre domande più ampie sull’ostinata persistenza delle invettive antisemite e delle distorsioni storiche nonostante i verdetti legali contrari, i correttivi storici e i reportage mediatici. In questi saggi gli autori esplorano i presupposti e i metodi delle loro discipline che limitano o migliorano la capacità di ogni singolo approccio (storico, legale o giornalistico) di sfidare il razzismo e/o l’antisemitismo che sono alla base della persistenza di falsificazioni come I protocolli dei savi di Sion e gli errori della negazione dell’Olocausto. Gli insegnanti dei corsi universitari e di specializzazione sull'Olocausto si trovano sempre più di fronte a una proliferazione di affermazioni stampate e basate sul web e a riaffermate premesse la cui veridicità è stata da tempo smentita. Questo testo incoraggia studenti e professionisti a esplorare attraverso tre contesti processuali (Protocolli di Sion, Eichmann/Norimberga e negazione dell'Olocausto) il modo in cui le affermazioni relative al destino degli ebrei nel ventesimo secolo sono state avanzate, discusse e fissate nella legge, nei canoni storici e nell'immaginazione popolare. I Protocolli sono una falsificazione e si sono verificati crimini contro l’umanità e un genocidio contro il popolo ebraico. Questo volume segna i modi in cui presentiamo e riproponiamo i fatti storici, il giornalismo e le prove legali che supportano la verità di quelle affermazioni a dispetto delle invettive e delle smentite.
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