Il servizio sociale ha vissuto continui cambiamenti nel corso della sua storia. Poiché è attiva nella sfera dell'azione sociale, ha dovuto affrontare costantemente nuovi problemi, nuove strutture di potere e nuovi attori. Cambiamento e riforma sono quindi termini evidenti nel campo di attività orientato all'azione. L'autore conosce questo campo e lo attraversa fin dall'inizio. Il suo scopo è preparare il concetto di innovazione in modo chiaro e pulito per la teoria e la pratica del servizio sociale. Si tratta di un’impresa ambiziosa e per nulla banale. L'autore dedica anche riflessioni filosofiche alla chiara domanda: come viene al mondo il nuovo? Come avviene l'evoluzione? E chiarisce il termine innovazione aggiungendo l’aggettivo innovazione sociale a un’affermazione intrinsecamente innovativa. L'innovazione sociale sta diventando un concetto scientifico, che secondo l'autore ha un grande potenziale di sviluppo e promette fattibilità futura per le conseguenze nella pratica del servizio sociale. Il campo di attività del servizio sociale è ampio. L'autrice articola le sue riflessioni in tre ambiti: settore pubblico, non profit e settore dei servizi. Su questo si basa la loro indagine empirica ed è qui che si forma l'analisi comparativa. L’innovazione, ad esempio, in un servizio sociale regionale, dove le leggi, le autorità e il controllo statale sono evidenti, è fondamentalmente diversa da quella, ad esempio, in un punto di incontro giovanile, dove un fornitore orientato alla milizia ha voce in capitolo nel campo d’azione, spende soldi e vuole vedere il controllo o il risultato? Oppure l'innovazione è un concetto molto abbagliante che si riflette continuamente senza alcuna coerenza propria? L'autore si opporrebbe a questo. L’innovazione non è arbitraria. Ma – come è accertato in pratica – l'attenzione è sempre rivolta ai destinatari.
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