"Nel XII e XIII secolo, nuovi modi di raccontare e inventare finzioni apparvero nelle aree francofone dell'Europa. Questa nuova arte influenza ancora la nostra cultura globale della narrativa. Virginie Greene esplora la relazione tra narrativa e lo sviluppo della logica neo-aristotelica durante questo periodo attraverso un attento esame di testi letterari e filosofici seminali di importanti autori medievali, come Anselmo di Canterbury, Abelardo e Chrétien de Troyes. Questo studio del francese antico finzioni logiche incoraggia una riflessione teorica più ampia sulla finzione come tratto umano universale e elemento determinante della storia della filosofia e della letteratura occidentale. Ulteriori letture approfondite dei filosofi greci classici Platone e Aristotele e della filosofia analitica moderna, compreso il lavoro di Bertrand Russell e Rudolf Carnap, dimostrano tratti peculiari del razionalismo occidentale ed espongono la sua relazione ambivalente con la finzione"--
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