Questo libro esamina la Werturteilsstreit ("disputa sul giudizio di valore"), dalle sue fasi iniziali nei dibattiti tra l'eminente storico sociale tedesco Max Weber e i suoi contemporanei, fino ai contributi più recenti di studiosi come Karl Popper, Talcott Parsons e Jurgen Habermas. Weber insisteva sul fatto che la ricerca sociale empirica deve rimanere priva di valori, in modo da preservare il suo carattere scientifico ed evitare di dare false impressioni sulla sua capacità di convalidare affermazioni morali e politiche. Ad opporsi a Weber c'era un ampio contingente di studiosi che sostenevano lo sviluppo di scienze sociali normative come l'"economia etica", nella speranza di fornire una base scientifica per istituzioni e politiche di dominio pubblico. Jay A. Ciaffa sostiene che il Werturteilsstreit dovrebbe essere inteso come due controversie logicamente distinte: una disputa metodologica sull'influenza dei mutevoli valori socioculturali sulle scienze sociali e una disputa pratica sulla possibilità o meno delle scienze sociali di convalidare i giudizi riguardanti l'opportunità delle istituzioni e delle politiche sociali.
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