In Eastertown di Max Crawford, un personaggio descrive la comunità senza nome delle pianure occidentali al centro del romanzo: "È un posto molto piccolo. A volte ti chiedi se esista davvero, è così piccolo". Il toccante romanzo di Crawford ci ricorda che ci sono eventi tragici così piccoli, così specifici per un individuo che, come un albero che cade nella foresta senza nessuno intorno, sembrano irrilevanti, ma questi eventi hanno comunque un impatto reale. Poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, Doc Bavender e i suoi amici Llewellyn e Dorothea Rainborough sono tornati a casa per riprendere le loro vite e le loro responsabilità presso la scuola locale, la scuola che loro stessi avevano attaccato una volta. Llewellyn è il sovrintendente della scuola e la moglie Dorothea allena le produzioni teatrali della scuola. Doc Bavender insegna scienze, il campo che alla fine porta questo brav'uomo a mettere in discussione la vita stessa. Quando la famiglia di Bavender viene colpita da un incidente insensato, ogni persona in città ne viene colpita. Nel corso del romanzo, le vite personali si intrecciano con una successione di spettacoli e rappresentazioni scolastiche. Il palcoscenico della scuola è al centro della storia, proprio come è nel cuore della scuola, e la scuola nel cuore della città: dal capitolo di apertura con la rappresentazione di Biancaneve e i sette nani e una nuova ma vecchia produzione di Canto di Natale, al drammatico processo per omicidio che arriva in città, alla storia di redenzione del corteo di Pasqua e ai drammi conclusivi della parata del giorno dei vecchi setter e alla cerimonia di inizio della scuola. Attraverso alcuni riti e drammi, una città lacerata ottiene una certa guarigione, e coloro che rimangono - insegnanti, studenti, amministratori, cittadini - sanno che si riuniranno di nuovo in tempo per l'inizio di un nuovo anno.
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