"La violenza terroristica non è una novità nella storia umana e, sebbene le reazioni dei governi ad essa siano variate nel corso del tempo, alcune lezioni possono essere apprese dal passato. In effetti, il dibattito su quando e come uno stato dovrebbe utilizzare poteri di emergenza che limitano le libertà individuali è antico quasi quanto la storia del pensiero politico. Dopo aver passato in rassegna alcuni storici delle risposte degli stati alla violenza terroristica e la loro efficacia, questo libro si propone di valutare gli effetti delle leggi e delle politiche antiterrorismo contemporanee sugli stati democratici. In particolare, considera l'interazione tra diritto nazionale e internazionale nella definizione e attuazione Il rapporto esamina anche le tensioni che ciò ha causato in alcune democrazie, in particolare l’offuscamento della separazione dei poteri tra i rami legislativo, esecutivo e giudiziario del governo, dando motivo di indagare nuovamente se siano necessari nuovi paradigmi. Infine, viene affrontata la questione se la dottrina del costituzionalismo possa fornire un quadro di analisi appropriato per incapsulare gli attuali sviluppi nel diritto internazionale in risposta al terrorismo attingendo all'esperienza di storici, politologi e avvocati, questo libro promuove il dialogo transdisciplinare, riconoscendo che l'antiterrorismo è una questione all'intersezione tra diritto e politica che ha profonde implicazioni per le istituzioni e le pratiche democratiche."--Bloomsbury Publishing.
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