"Dante ed Epicuro sembrano agli antipodi. Dante, un cristiano impegnato, descrisse nella Commedia una visione dell'aldilà e della giustizia divina di Dio. Epicuro, un filosofo pagano, insegnò che l'anima è mortale e che ogni religione è vana superstizione. Eppure Epicuro è, per Dante, non solo la quintessenza dell'eretico ma un alleato etico. La chiave di questo apparente paradosso sta nel dualismo eterodosso - tra i due obiettivi dell'uomo di felicità secolare e beatitudine spirituale - al centro del pensiero etico, politico e teologico di Dante. L'intera trattazione di Corbett della ricezione dantesca e della rappresentazione polemica di Epicuro affronta una grave lacuna nella ricerca. Inoltre, l'attenzione dello studio sulle linee di frattura nella visione di Dante dell'aldilà - dove le tensioni teologiche implicite nel suo dualismo emergono - apre un nuovo modo di leggere la Commedia nel suo insieme in termini dualistici. --coperchio posteriore.
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