Questo libro adotta un approccio critico al presupposto che le origini degli inglesi possano essere trovate nell'immigrazione del V e VI secolo dall'Europa nordoccidentale. Inizia valutando le prove primarie e discutendo il valore dell'etnicità nella spiegazione storica. L'autore propone un modello esplicativo alternativo che inquadra eventi e processi a breve e medio termine nel contesto della longue dur e, qui illustrata attraverso il paesaggio agricolo. Conclude che le origini degli inglesi dovrebbero piuttosto essere ricercate tra le comunità tardo romano-britanniche, che si evolvono, si adattano e si innovano in un nuovo contesto post-imperiale. Pur concentrandosi sull'Inghilterra tra il V e il VII secolo, questo volume esplora temi di interesse universale: il ruolo dell'immigrazione nella trasformazione culturale; l'importanza del paesaggio come mnemonico del cambiamento culturale; e l’utilità di un approccio basato sui diritti di proprietà comune come strumento analitico.
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