Sebbene le poesie più brevi di Wallace Stevens siano forse le sue più conosciute, le sue poesie più lunghe, suggerisce Helen Hennessy Vendler in questo libro, meritano uguale fama e uguale considerazione. Il tema centrale di Stevens - il valore dell'immaginazione - rimase con lui per tutta la vita, e Vendler propone quindi che il suo sviluppo come poeta possa essere visto al meglio, non nella descrizione - che deve essere ripetitiva - delle basi astratte del suo lavoro, ma piuttosto in una visione dei suoi stili mutevoli. L'autore presenta qui un resoconto cronologico di quattordici poesie più lunghe che abbracciano un periodo di trent'anni, mostrando, attraverso gli esperimenti di Stevens su genere, dizione, sintassi, voce, immagini e metro, la varietà inventiva del lavoro di Stevens in forme lunghe e fornendo allo stesso tempo una lettura coerente di queste difficili poesie.
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