Saresti sopravvissuto all'eruzione del Vesuvio se fossi vissuto a Pompei nel 79 d.C., e che vita avresti condotto fino ad allora? Perché dopo il successo di Empire (Payot, 2016), viaggio favoloso con un semplice sesterzio, Alberto Angela continua a rendere i suoi lettori degli autentici romani: li mescola con una moltitudine di personaggi per ricostituire questa volta una delle più grandi tragedie dell'antichità, lontana da idee preconcette. Non sarebbe avvenuto il 24 agosto ma il 24 ottobre, e quello che venne chiamato “Vesuvio” fu solo un modesto rilievo di cui non si conosceva la vera natura, ma che all’improvviso liberò un’energia equivalente a quella di 50.000 bombe di Hiroshima. Nonostante le dimensioni del cataclisma, l'autore ha trovato sette sopravvissuti. È al loro fianco che partecipiamo ad un affascinante reportage sulla vita quotidiana ai piedi del vulcano - tragico conto alla rovescia - poi ad un film catastrofico ricco di colpi di scena. Questa drammatica tensione nell'arco di tre giorni è stata necessaria ad uno scienziato e ad un giornalista per trasmettercela come se ci stessero portando su un Titanic dell'antichità. -- Copertina posteriore.
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