Il nuovo straordinario romanzo di Gilbert Adair costituisce sia l'esuberante celebrazione, sia la malinconica elegia di quel breve periodo toccante dei primi anni '80, quando gli omosessuali marciarono collettivamente, a braccetto, allo scoperto. Non tutti gli omosessuali, però. Il protagonista di Adair, Gideon, un giovane inglese solitario e arrapato che arriva a Parigi all'inizio del decennio per assumere un posto di insegnante nel locale Berlitz, è sempre più affascinato dall'atmosfera inebriante di battute erotiche e vanterie nella sala comune tutta maschile e praticamente tutta gay della scuola. Anche per lui è sicuramente arrivato il momento di superare la sua cronica timidezza e di fare davvero ciò che ha sempre osato solo fantasticare. Eppure Gideon ha un segreto - un segreto che è pronto a condividere solo con il lettore, un segreto che è finalmente obbligato a confrontarsi, con risultati sorprendenti, quando l'ombra dell'AIDS inizia a gettare la sua sinistra rete sulla comunità gay. Saggio e spiritoso, Buenas Noches, Buenos Aires riesce a essere molte cose contemporaneamente: una cronaca fiammeggiante di un periodo di emancipazione sessuale ormai lontano da tempo, un'analisi incisiva del tortuoso percorso intrapreso da un giovane da dall'insicurezza alla scoperta di sé, un tour de force di sorprendente candore sessuale e, non ultimo, un abbagliante esercizio stilistico.
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