Per quanto schizzinosa sia oggi l’India riguardo al sesso, questa è anche la terra dove un tempo le regine si accoppiavano con i cavalli morti durante le cerimonie religiose, dove l’arte di fare l’amore era dichiarata la rivelazione degli dei e registrata nei dettagli elaborati nei kama sutra e la prostituzione era una forma di offerta sacra nei templi adornati con sculture erotiche. Utilizzando l’India come paradigma, Rita Banerji illustra che la moralità sessuale non è un assoluto ma un aspetto della vita che subisce periodici sconvolgimenti. Delinea quattro periodi principali della storia indiana in cui si sono verificati cambiamenti significativi nella percezione sociale collettiva del sesso e della sessualità, e dei costumi e delle credenze associate. Cosa causa questa revisione dell’etica sessuale? Esaminando una versione modificata della teoria della moralità dello schiavo contro il padrone di Nietzsche, che stabilisce che la visione morale di un dato periodo è determinata dalla struttura di potere esistente del periodo in questione, Banerji conclude che le tre questioni più scottanti che il paese deve affrontare oggi – esplosione demografica, AIDS e genocidio femminile – sono le manifestazioni di un malfunzionamento sessuale collettivo della società e devono essere risolti nel contesto di una gerarchia di potere sociale ed economico esistente.
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