"A quattordici anni, Christian Picciolini fu reclutato da un ormai noto leader skinhead e incoraggiato a combattere con il movimento per 'proteggere la razza bianca dall'estinzione'. Ben presto era diventato un esperto di ideologia razzista, un terrore neonazista che vagava per il quartiere, pronto a tirare pugni. Quando, anni dopo, lasciò il movimento e riuscì a vedere chiaramente per la prima volta, Picciolini scoprì che la sua vita era nel caos e che la nazione intorno a lui stava andando in pezzi. Raccontato con sorprendente intimità e compassione, Breaking Hate è la storia interna di come gli estremisti hanno preso le redini del nostro discorso politico e una guida su come gli americani di tutti i giorni possono riconquistarlo. Le forze che spingono a polarizzarci e radicalizzarci sono molte: dalle notizie false al linguaggio in codice, dai troll russi a una Casa Bianca che spesso mira a infiammare piuttosto che a guarire. Sempre più spesso, le informazioni con cui costruiamo la nostra visione del mondo vengono segregate dalle star dei social media e dagli inserzionisti con oscuri motivi per convalidare i nostri peggiori impulsi. Come dimostra Picciolini, il nostro mondo moderno normalizza sistematicamente l’estremismo in modo tale da farci diventare ciechi di fronte ad esso, riconoscendolo solo sulla scia della tragedia. Basandosi sui profili degli estremisti che cerca di liberare dall'ideologia violenta e sulla sua dolorosa storia di leader e poi di fuga da un famigerato gruppo neonazista, Breaking Hate spiega perché il terrorismo e la violenza sono arrivati a caratterizzare la nostra vita quotidiana e perché non è necessario che sia così"--
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