Poeta del luogo - e dello spostamento - Clampitt cattura l'Umbria in un'istantanea di una bambina di due anni, una "profuga con riccioli aureolati da un affresco", ed evoca i terrori infantili che risiedono nell'oscurità di una cantina di mele dell'Iowa. Anche le sue poesie, secondo le parole di Mona Van Duyn, "accendono le figure umane, il dramma umano": Matoaka, la cui leggenda (la conosciamo come Pocahuntus) oscura persino il suo nome; George Fox, il radicale quacchero imprigionato, immagina la caduta della pioggia celeste. In A Silence Opens - come in tutto il suo lavoro - Amy Clampitt ci commuove, ci delizia e ci rafforza con la sua gioia nella vita e in tutti gli esseri viventi, la chiarezza e la verità della sua visione.
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