Questo libro esamina lo sviluppo delle idee della nuova scuola austriaca dai suoi inizi a Vienna negli anni '70 dell'Ottocento fino ad oggi. La moderna scuola austriaca è generalmente nota per avere opinioni rigorose ma eterodosse su una varietà di questioni: soggettivismo, imprenditorialità, processi di mercato e uso della matematica nella teoria economica. Il professor Vaughn traccia l'origine di queste opinioni e mostra come esse formino aspetti di una prospettiva teorica ampiamente coerente, organizzata attorno al problema del tempo e dell'ignoranza negli affari umani. Dimostra come la preoccupazione per le nozioni di tempo e ignoranza permea le opere originali di Carl Menger, principalmente nelle sue descrizioni dei processi di mercato e nel collegamento della crescita economica alla generazione e diffusione della conoscenza nella società. Il riconoscimento dell’importanza del tempo e dell’ignoranza fu la chiave che permise ad altri austriaci come Ludwig von Mises e Friedrich Hayek di riconoscere i difetti fatali nella pianificazione economica centrale, evidenziati già negli anni ’30, causati da una conoscenza limitata e da ritardi temporali. Nonostante le attuali controversie, il professor Vaughn suggerisce che la moderna economia austriaca ha iniziato ad articolare un promettente programma di ricerca alternativo che esamina le implicazioni del tempo reale e dell’ignoranza inestirpabile per la teoria e la metodologia economica. Per chiunque sia scettico nei confronti del crescente formalismo della teoria economica moderna, questa convincente descrizione dell’approccio austriaco dovrebbe rivelarsi un cambiamento rinfrescante.
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