"In Troubling Confessions, Peter Brooks giustappone legge e letteratura per esplorare il tipo di verità che associamo alle confessioni, e perché entrambi facciamo affidamento su di esse e le consideriamo con sospetto. Per secoli la legge ha considerato la confessione "la regina delle prove", ma ha anche visto la necessità di regolamentare le confessioni e le circostanze in cui vengono fatte, come evidenziato nel continuo dibattito sulla decisione Miranda. La cultura occidentale ha reso il discorso confessionale una misura primaria di autenticità, considerandolo un'espressione dell'individualità che testimonia la verità personale. Eppure l’impulso a confessare può essere motivato da strati inestricabili di vergogna, senso di colpa, disprezzo di sé e dal desiderio di propiziarsi figure di autorità.
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